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dell'audizione. Al Comunale di Bologna
ed alla Scala di Milano sbalordisce ed entusiasma nella
Tosca e nella Bohème. La sua voce limpida, fluida,
efficiente, in certi passaggi balenante come una lama,
manda in visibilio le platee ed i loggioni.
L'eco dell'inevitabile successo scaligero gli procura
subito altre scritture: Torino, Pisa, Modena, Prato, Firenze,
Brescia, Monaco di Baviera, Berlino, Genova. Il 10 agosto
1937 anche l'Arena di Verona gli apre, per la prima volta,
le sue porte ancora per Tosca che Lugo canterà
accanto a Gina Cigna e Mario Basiola. Dirigerà
Vittorio Gui. "Ecco il tenore di grido - scriveva
il numero unico ufficiale della ventunesima stagione areniana,
il più recente acquisto di quel manipolo di divi
del canto che potentemente concorrono a mantenere al melodramma
la fresca e fervida simpatia del popolo. La sua rivelazione
è stata improvvisa come folgore e tuttavia, come
poche, meritata. Sia concesso ai veronesi il legittimo
orgoglio di aggiungere che questo tenore-prodigio è
un loro concittadino". A quarant'anni arrivano anche
i film con le loro canzoni, rimaste marchiate dalla sua sfolgorante ed inconfondibile voce. Giuseppe
Lugo visse sedici anni di intensi successi, prima di scomparire
quasi all'improvviso. Le sue ultime recite si svolsero
a Parigi (7 giugno 46) e a Liegi, un anno dopo, sempre
con Tosca, l'opera che forse più delle altre ne
segnò il grande destino di cantante.
Gianni Villani |