Giuseppe Lugo

Il Comitato è nato il 24 Aprile 1994 per volontà del Comm. Giuseppe Pezzini a "Villa Vento" di Custoza, dimora del grande tenore veronese in onore del quale ha istituito il premio internazionale delicato ai tenori che maggiormente hanno contribuito a far conoscere la lirica italiana nel mondo. Il comitato, presieduto dal soprano Magda Olivero e formato da esperti di lirica ha premiato nel 1994 il celebre tenore Placido Domingo, Josè Carreras nel 1995, Franco Correlli nel 1996, Giuseppe Di Stefano nel 1997, Carlo Bergonzi nel 1998, Giuseppe Giocomini nel 1999, Nicola Martinucci nel 2000 e, nel 2001 premio speciale "Una vita d'artista" a Magda Olivero e "Premio alla carriera" al soprano Alida Ferrarini.

  • 2016 - Mario Malagnini
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  • 2015 - Ramon vargas
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  • 2014 - Francesco Meli
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  • 2013 - Celso Albelo
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  • 2012 - Fabio Armiliato
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  • 2011 - Gustavo Porta
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  • 2010 - Carlo Ventre
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  • 2009 - Premio dedicato ai Tenori consegnato al Tenore Marco Berti
  • 2008 - Nunzio Todisco
  • 2007 - Riconoscimento alla carriera al Maestro Rolando Nicolosi
  • 2006 - Concerto in onore di Giuseppe Lugo
  • 2005 - Premio dedicato ai tenori a Giacinto Prandelli
  • 2004 - Concerto in onore di Giuseppe Lugo
  • 2003 - Premio Speciale al Mezzosoprano Adriana Lazzarini e Premio dedicato ai Tenori Pier Miranda Ferraro
  • 2002 - Premio speciale al Soprano Mietta Sighele e Premio dedicato ai Tenori a Veriano Lucchetti



Giuseppe Lugo nasce a Rosolotti, una frazione di Sona (Verona), il 18 giugno 1899. A nove anni interrompe gli studi per dare un aiuto in casa, dove le esigenze della numerosa famiglia e l'attività paterna, composta da una piccola bottega e da un bazar ambulante, richiedevano già braccia energiche. A sedici anni, grazie all'aiuto del parroco di S. Giorgio, ottiene un primo impiego come bigliettaio sui tram milanesi. Chiamato alle armi viene destinato prima a La Spezia, successivamente nelle trincee del Piave e sull'altipiano di Asiago. Al termine della guerra è assegnato alla mensa ufficiali di Bologna. Nella città emiliana ha la possibilità di prestare servizio come domestico presso il celebre mezzosoprano Adelaide Borghi Mamo che trova molto interessante la sua voce.

Ma Lugo non si adatta a quel ruolo e torna a Rosolotti per imbarcarsi presto con alcuni coetanei verso il Belgio, per Charleroi, destinazione allora di molti emigranti che tentavano l'avventura delle miniere. La fortuna lo aspettava proprio laggiù, sulle rive della Sambre, nella regione dei Valloni, non lontano dal confine francese. Successe tutto in una bella domenica d'estate quando in un caffè all'aperto, con la disponibilità di un pianoforte, Lugo cominciò ad intonare alcune canzoni, allora molto in voga: "Vipera", "Primavera di baci", "Fili d'oro". Fu l'occasione per farlo presentare a Lèon Gaudier, organista e direttore della Società Corale di Charleroi, "Le cercle des XVI" oggi ancora attiva ed impegnata spesso in collaborazioni con Radio Bruxelles.

Gaudier si dedicò subito alla naturale e spontanea voce di Lugo, aprendogli la propria casa, dove il giovane operaio italiano poté incontrare per la prima volta Suzanne Gaudier, allora di soli sette anni. Gaudier pensa presto anche ad un concerto privato, ma Lugo non se la sente e fugge in Italia. Fu proprio in tale periodo milanese che avvenne il fortunato incontro con il maestro Raffaele Tenaglia, musicista diplomato al Conservatorio di Napoli in composizione e oboe. Sotto la sua guida per 3 anni si dedicò allo studio ed al perfezionamento di diverse opere liriche. Presto però altre delusioni. Perse nuovamente il lavoro e colto da nostalgia riprese la strada per Charleroi, dove venne accolto con rinnovata simpatia da Gaudier e dove il borgomastro Joseph Tirou, suo grande estimatore, gli fece ottenere una borsa di studio ed i primi concerti in città.

Nel maggio del 1931 Gaudier riesce ad iscrivere Lugo ad un concorso di canto indetto a Roubaix, con oltre novanta concorrenti. Il giovane cantante entra in lizza per ultimo, ma vince a mani basse, conquistando il primo premio: mille franchi. Le porte del successo gli si schiudono così subito, grazie anche all'intervento di Francis Bousquet, direttore del Conservatorio di Roubaix e di Louis Masson, direttore dell' Opera Comique, che gli sottopone un contratto triennale per trasferirsi a Parigi e mettere a punto il repertorio. Giuseppe Lugo debutta così ufficialmente nella capitale francese il 6 ottobre 1931, come Mario Cavaradossi nella Tosca di Puccini. E' l'inizio di una sfolgorante carriera che lo porterà, dopo appena un mese, a debuttare anche in Bohème e l'anno dopo, 1932, pure nei Pescatori di Perle, che mancava all'Opera Comique da ben trentadue stagioni.

Lo vogliono subito a: Ginevra, Liegi, Montpellier, Reims, Montecarlo. Nel 1933 tocca anche alla sua prima Madame Butterfly. A Charleroi gli preparano il Rigoletto, con i cantanti dell'Opera Comique ed il coro diretto da Leon Gaudier. Il 30 giugno 1934 Lugo ne sposa la figlia Suzanne, non ancora diciasettenne, buona esecutrice, sia al pianoforte che all'arpa. La coppia parte in viaggio di nozze per l'Alta Savoia, dove al Casinò d'Aix les Bains, Lugo ha una scrittura per tutta la stagione estiva.

Cinque, saranno i lieti eventi che ravviveranno la storia coniugale di Giuseppe e Suzanne Lugo: Miguela, Lucia, Giampaolo, Marino e Maria Cristina. Nel giugno del 36, Gina Cigna lo vuole accanto a sé per interpretare Tosca, al Covent Garden. Lugo sostituirà in quella occasione Giacomo Lauri Volpi e mentre sta interpretando la stessa opera a Parigi, riceve una telefonata tanto desiderata, quella della Scala, che gli chiede un incontro. Il contratto col celebre teatro, per la stagione 36/37, viene firmato immediatamente alla fine dell'audizione. Al Comunale di Bologna ed alla Scala di Milano sbalordisce ed entusiasma nella Tosca e nella Bohème. La sua voce limpida, fluida, efficiente, in certi passaggi balenante come una lama, manda in visibilio le platee ed i loggioni.

L'eco dell'inevitabile successo scaligero gli procura subito altre scritture: Torino, Pisa, Modena, Prato, Firenze, Brescia, Monaco di Baviera, Berlino, Genova. Il 10 agosto 1937 anche l'Arena di Verona gli apre, per la prima volta, le sue porte ancora per Tosca che Lugo canterà accanto a Gina Cigna e Mario Basiola. Dirigerà Vittorio Gui. "Ecco il tenore di grido - scriveva il numero unico ufficiale della ventunesima stagione areniana, il più recente acquisto di quel manipolo di divi del canto che potentemente concorrono a mantenere al melodramma la fresca e fervida simpatia del popolo. La sua rivelazione è stata improvvisa come folgore e tuttavia, come poche, meritata. Sia concesso ai veronesi il legittimo orgoglio di aggiungere che questo tenore-prodigio è un loro concittadino". A quarant'anni arrivano anche i film con le loro canzoni, rimaste marchiate dalla sua sfolgorante ed inconfondibile voce. Giuseppe Lugo visse sedici anni di intensi successi, prima di scomparire quasi all'improvviso. Le sue ultime recite si svolsero a Parigi (7 giugno 46) e a Liegi, un anno dopo, sempre con Tosca, l'opera che forse più delle altre ne segnò il grande destino di cantante.

Gianni Villani